Quanto è strana la tua mente?

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Quanto è strana la tua mente?

Quanto è strano il mio cervello?

Probabilmente più di quanto pensi: quasi tutti considerano la propria mente il modello standard. Per un secolo si stimava che i sensi incrociati, come lettere colorate, riguardassero una persona su 2.000. Nel 2006 il gruppo di Julia Simner a Edimburgo testò persone comuni anziché aspettare volontari e trovò una frequenza 88 volte maggiore. Qui rispondi su dodici esperienze, ognuna con nome scientifico e una cifra pubblicata.

Le dodici domande hanno ordine fisso, in tre gruppi da quattro: inceppi quotidiani (déjà vu, parole sulla punta della lingua), sensi incrociati (compresa bouba/kiki, cui rispondi scegliendo una forma) e parole e numeri (per esempio lettere con colori propri). Ogni sì o no rivela subito nome e frequenza: revisione di Alan Brown del 2003 sul déjà vu; studio di Ćwiek e colleghi del 2022 su 917 parlanti di 25 lingue per bouba/kiki; per la sinestesia, Banissy et al. (2009), con 567 studenti esaminati, e Chun e Hupé (2013), con 1.017 persone in Francia. Ogni sì appende un pezzo a una scultura 3D, più pesante se raro. Alla fine trovi il confronto con la media adulta, la particolarità più rara con la sua spiegazione e un tipo di mente per giocare.

Non è una diagnosi né un test psicologico, e nessuna delle dodici esperienze è una malattia: la sinestesia è un diverso collegamento dei sensi, non un disturbo. I numeri vengono da gruppi diversi — personale ospedaliero, studenti, adulti in Francia, parlanti di 25 lingue — e sono una guida approssimativa. Le risposte sono autodescrizioni. I test effettivi di sinestesia trovano molti meno casi dei questionari: qui sì significa «credo di sì», non una conferma.

Che cosa chiede il test

Quali di dodici esperienze con un nome conosce la tua mente sveglia, e quanto è comune ciascuna.

Il compito

  • 12 domande sì/no in ordine fisso, in tre gruppi da quattro: inceppi quotidiani, sensi incrociati, parole e numeri; tocca un pulsante o premi 1 o 2
  • Un nome scientifico per ogni esperienza, come déjà vu, punta della lingua o sinestesia grafema-colore, con una cifra da uno studio identificato
  • Una domanda bouba/kiki da risolvere sul momento scegliendo fra due forme
  • Ogni sì appende un pezzo dipinto a una scultura 3D davanti alla parete bianca; i più rari pesano di più e la inclinano maggiormente

Il risultato

  • Quante delle dodici esperienze hai, accanto alla media adulta di circa quattro, ricavata sommando le dodici frequenze pubblicate
  • La tua particolarità più rara, il nome e la spiegazione
  • Una scheda per esperienza con ogni cifra, fonte e breve spiegazione
  • Un tipo di mente giocoso basato sulle esperienze rare: un nome per divertirsi, non una diagnosi
  • Una carta e un link di sfida con solo il numero di pezzi e il tipo, mai le esperienze specifiche

Prima di iniziare

  • Circa due minuti, gratis, senza registrazione
  • Pensa a tutta la vita: basta che sia successo una volta, non solo questa settimana
  • Su telefono o computer, in un browser con 3D (WebGL) attivo
  • Audio facoltativo: lievi suoni di carta e campanelli, niente musica di sottofondo, con pulsante per silenziare
  • Le risposte restano sul dispositivo

Domande sulle particolarità mentali

Questo test è gratuito? Devo registrarmi per vedere il risultato?

Sì, è gratuito e non serve registrarsi: niente account, niente email, niente pagamento. Il tuo risultato compare su questa pagina appena finisci, e puoi condividerlo o rigiocare subito.

Come capisco se il mio cervello è strano?

Confronta le esperienze una alla volta con persone reali negli studi. Quasi tutti credono che la propria mente funzioni come tutte le altre; per questo i sensi incrociati sono stati sottostimati per un secolo, finché Simner e colleghi testarono persone comuni nel 2006. Qui vedi, per dodici esperienze, la quota dei partecipanti di uno studio che le vive. Puoi distinguere le tue comuni da quelle rare.

Quanto sono accurate le cifre?

Ogni cifra è reale, ma viene da studi diversi e va letta come orientamento. Il déjà vu viene dalla revisione di Alan Brown del 2003; le vibrazioni fantasma dallo studio di Rothberg e colleghi del 2010 su 169 operatori ospedalieri; le sinestesie da studenti esaminati e adulti in Francia. La media di circa quattro somma le dodici frequenze, senza bisogno di sapere chi le combina. La scheda finale cita tutte le fonti.

È un test per la sinestesia? Può confermare che ce l’ho?

No, può solo suggerirne la possibilità. Nella ricerca la sinestesia viene confermata con prove, non soltanto con domande. Studi come quello di Banissy e colleghi del 2009, su 567 studenti, trovano molti meno casi dei questionari. Qui si chiedono vari tipi, come lettere colorate e numeri disposti nello spazio, mostrando la frequenza. Un sì invita a informarsi, non conferma un risultato.

Quante particolarità mentali ha una persona media?

Circa quattro delle dodici presenti. Sommando le frequenze pubblicate si ottiene una media di circa 4,2 per adulto, anche se alcune esperienze tendono a presentarsi insieme. Quasi tutti conoscono vari inceppi quotidiani, come déjà vu e punta della lingua, che Alan Brown nella revisione del 1991 descrive come quasi universale e circa settimanale. Le esperienze sensoriali rare rendono insolito il totale.

Che cos’è il test bouba/kiki?

Una nota domanda di psicologia su suoni e forme: guardi due figure e decidi quale si chiama «bouba». Qui scegli prima della spiegazione. Poi la pagina mostra come risposero 917 parlanti di 25 lingue con 10 sistemi di scrittura nello studio di Ćwiek e colleghi del 2022, e perché.

È una diagnosi? Il déjà vu indica un problema?

No. Non è un test medico o psicologico e le dodici esperienze non sono malattie in sé. Il déjà vu è comune, soprattutto da giovani, con stanchezza o stress. Se diventa frequente, in episodi sempre uguali, o con una sensazione che sale dallo stomaco, odori o sapori insoliti o vuoti di memoria, parlane con un medico. La pagina del NHS sui sintomi dell’epilessia è un punto di partenza tranquillo.

Da dove vengono i numeri